IL REALE DEL REALE

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Impressionismo Dianoetico

L'Impressionismo Dianoetico nasce come ricerca di una nuova realtà per identificare "il reale del reale" attraverso la conoscenza di due elementi opposti tra loro, ma che raggiungono lo stesso effetto pittorico: il lontano-ravvicinato e il vicino-allontanato.


La fusione di questi due elementi crea una grave tensione così alcune forme si deformano allontanandosi dalla realtà, ma nello stesso tempo rappresentandola pienamente e originando diverse varianti.


In questo insieme la realtà subisce un processo di rivisitazione, cioè viene divisa in particelle, si identifica ogni piccolo movimento, sia oggettivo che soggettivo.


Gli spazi si riempiono di contorni per dare vita e movimento a tutto ciò che li circonda. Forme astratte si susseguono a forme finite, le immagini vengono alterate e si ridefiniscono in modo originale e creativo alcuni aspetti di luce, forma, colore e spazio nonché la stessa collocazione nello spazio. Quindi, ogni colore, ogni forma, ogni piccolo riflesso di luce si adegua al proprio spazio trasferendo equilibrio all'insieme raffigurato nel suo singolo contesto; per cui quello che si vede può essere diverso da quello che si sente.


L'unione di queste due forze opposte può dare origine a forme astratte e materiche, forme finite o indefinite; così come forme di colore possono emergere dagli spazi più scuri per indicare un grande dolore, o, dagli spazi più chiari, per dichiarare la più grande passione e provocare una forte emozione. Forme finite e nello stesso tempo indefinite, forme semi-astratte quasi invisibili lasciate sospese alla radice in attesa di essere realizzate. Spazi delimitati da linee che prendono forma e colore con nuove giustapposizioni.


Ogni cosa, finalmente, assume la sua forma rispettando la realtà, consapevole di appartenere allo spazio, assegnato dallo spazio stesso.


L'Impressionismo Dianoetico è capire il "reale del reale" così forma, colore, spazio e luce si fondono insieme: l'impatto è forte, decisivo. La nuova realtà è chiaramente visibile, spontaneamente venuta fuori quasi dal nulla, così all'improvviso, inaspettata, mentre è rimasta lì da sempre.

 

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Il lavoro nasce dall'incontro tra percezione sensibile e pensiero contemplativo: l'immagine non è solo ciò che appare, ma ciò che la mente coglie oltre l'apparenza.

Nell'Impressionismo Dianoetico la luce non descrive soltanto il mondo visibile, ma diventa traccia del pensiero, rivelazione interiore. Le Opere cercano di rappresentare il momento in cui l'occhio vede e la coscienza comprende.

Impressionismo significa cogliere l'attimo, la sensazione, ciò che appare prima di essere spiegato. Dianoetico (dal greco diànoa): il pensiero che attraversa, analizza, contempla; una forma di conoscenza che non è solo razionale, ma lucida e meditativa.

L'Impressionismo Dianoetico, quindi, non si ferma all'impressione, ma la lascia attraversare dal pensiero e dalla coscienza. 

L'impressione non è fine a se stessa: l'Opera nasce da un lampo percettivo (un'immagine, una parola, una visione improvvisa), ma si completa nel pensiero che la abita.

Non “vedo e basta”, ma vedo e comprendo senza spiegare.

Ogni creazione è un varco: ciò che appare è solo l'inizio di ciò che pensa. 

La coscienza è materia artistica. Non rappresentiamo il mondo, ma il suo passaggio interiore: il modo in cui il reale si deposita nell'anima. Il pensiero non spiega, attraversa.

L'Arte Dianoetica non dimostra né argomenta: contempla, lascia emergere, custodisce il mistero senza violarlo. 

La forma è essenziale, mai decorativa. Ogni parola, suono, segno è necessario; il superfluo oscura la visione. L'oscurità non è chiusura, ma profondità. Ciò che non è subito chiaro chiede ascolto, non decifrazione forzata. Il tempo è interiore. Passato, presente e attesa convivono nell'opera come strati di uno stesso respiro. La spiritualità è presenza, non dichiarazione. Il Sacro non si nomina: si intuisce, come luce che filtra da una fessura. Il silenzio è parte dell'Opera. Le pause, gli spazi bianchi, le sospensioni sono luoghi di senso.

L'Artista o chiunque osserva è testimone, non protagonista. Ascolta prima di parlare, guarda prima di affermare.

L'Opera non vuole essere capita, ma abitata. 

Chi incontra l'Impressionismo Dianoetico non cerca risposte, ma risonanze.

 

Giusy Grimaldi

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